Gesù, partito da Genesaret, andò nella regione di Tiro e di Sidóne.
Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non poté
restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta
da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi.
Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era
greca, di origine siro-fenìcia. Ed egli le disse: «Lascia prima che si
sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai
cagnolini». Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto
la tavola mangiano delle briciole dei figli». Allora le disse: «Per
questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era
andato.
C’è una fondata ragione per cui alcune volte il Signore
è restio ad operare prodigi. I miracoli infatti inducono nell’animo
della persona guarita, o comunque delle persone in qualche modo coinvolte
nella guarigione (parenti o persone presenti al momento del miracolo) a
credere forzatamente, quindi grazie all’Onnipotenza di Dio, al Signore
Stesso. Ma si deve chiedere liberamente grazie all’amore, e non
forzatamente e per mezzo della sapienza e Potenza di Dio.
Questa
donna era Greca, anche se nata a Cana di Galilea, ed era sposata con un
greco. Con molta probabilità quindi, oltre a non essere ebrea,
spiritualmente non seguiva la religione ebraica. La figlia della donna aveva
intorno ai 14-15 anni e, a detta della madre, era già 7 anni che veniva
tormentata ogni giorno per circa sette ore consecutive in modo
indescrivibilmente crudele e doloroso da uno spirito demoniaco.
Il Signore, che legge nei cuori di ogni uomo, si era
sicuramente reso conto di quale fede animasse la donna e dove questa fede
poteva portarla: essa infatti, appena seppe dov’era Gesù, subito andò
e rigettò ai suoi piedi. Ma alla donna mancava un cammino, una prova,
affinché la sua fede, da contemplativa, diventasse vivificante.
Potremo ricordare a questo scopo la guarigione del figlio
dell’ufficiale reale romano, menzionata da Giovanni; quando
l’ufficiale reale venne, a piedi, da Cafarnao a Cana, questi pregò il
Signore di guarirgli il figlio, che era affetto da una febbre maligna.
La
risposta che Gesù desse all’ufficiale romano, aveva un significato del
tipo “Se non vedete dapprima segni e miracoli, voi non credete; Io però vado
in soccorso anzitutto di coloro che credono, pur non avendo visto prima
miracoli e segni. Infatti laddove trovo fede incondizionata, aiuto
anch’io con tutta certezza e sicurezza”.
Ed
il segno che Gesù si attende dalla donna arriva dopo circa una
mezz’ora, durante la quale erano continuate le richieste di aiuto della
donna: “ Anche i cagnolini sotto
la tavola mangiano le briciole dei figli.”
Ecco
il segno, ecco la parola che Gesù si aspettava; e il Signore dice, "per
questa tua parola, và, il demonio è uscito da tua figlia."
Anche a noi il Signore non sembra dare retta, ma siamo noi che dobbiamo deciderci di chiederGli delle Grazie secondo la Sua Volontà e non secondo la nostra. E non dobbiamo chiedere nemmeno, in via di prova , per verificare se effettivamente il Signore elargisce o meno queste Grazie particolari. Cerchiamo allora di diventare dapprima veri figli, e successivamente, sapendo come opera il Padre, sapremo anche come e quando chiedere.